TERRA E DIRITTI

storie di resilienza in palestina

Le voci ed i volti delle storie che presentiamo, frutto di ricerche e di dati rigorosamente comprovati da fonti ufficiali di livello internazionali, raccontano di diritti negati, ma anche di storie di resilienza in Palestina. Una resilienza non-violenta con profonde radici nel passato, ereditata da padri e nonni, praticata nel presente, e proiettata nel futuro attraverso le nuove generazioni.


Tre serie di rapporti redatti da COSPE in collaborazione con Giuristi DemocraticiCNR-ISGIOperazione ColombaAssociazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Aveprobi (Associazione Veneta dei Produttori Biologici e Biodinamici), insieme alle organizzazioni palestinesi Al Haq, PYU (Palestinian Youth Union) e ACAD  (Arab Center for Agricultural Development). I rapporti, realizzati tra il 2019 e il 2021, raccolgono e denunciano le violazioni dei diritti fondamentali perpetrati dallo Stato di Israele sulla popolazione palestinese, con specifico riferimento al diritto alla terra, all’accaparramento di risorse naturali, alla libertà di movimento, al diritto alla salute, all’accesso al lavoro. 

Una vita in isolamento

Alcuni luoghi possono essere paradossali. Soprattutto nei territori palestinesi dove le politiche di occupazione di Israele stanno lacerando la terra  e disgregando il popolo palestinese. 

Radici negate

Nei Territori Palestinesi Occupati, anche l’archeologia, nel corso degli anni, è divenuta uno strumento di esproprio, colonizzazione e controllo della terra da parte dello Stato di Israele. 

Intrappolati in uno spazio aperto: l’isolamento di Nabi Samwil e Beit Iksa

I villaggi palestinesi di Beit Iksa e Nabi Samwil si trovano nell’area a Nord Ovest di Gerusalemme e sono situate su alture che dolcemente discendono in estese vallate e convergono naturalmente verso la vicina città Santa. Apparentemente luoghi sereni ed estrema- mente piacevoli da vivere, in realtà le due comunità abitano in isolamento. Israele, in quanto stato occupante dei territori palestinesi secondo il Diritto Internazionale, è il vero responsabile del loro isolamento ed ha adottato politiche e pratiche che hanno alterato, in maniera negativa ed irreversibile, la vita presente e la prospettiva futura di queste comunità, violandone i loro diritti fondamentali.

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